Questa mattina Borsa Italiana ha diffuso una nota urgente con cui ha comunicato la sospensione dalle negoziazioni delle azioni OPS Italia, già nota al mercato come ex EEMS Italia, “in attesa di comunicato”. Si tratta di una formula tipica utilizzata quando è attesa la diffusione di informazioni price sensitive o chiarimenti rilevanti per il mercato.
La sospensione interrompe temporaneamente la formazione del prezzo e congela gli scambi, segnalando la presenza di un evento potenzialmente significativo. L’intervento avviene in un contesto già caratterizzato da forte attenzione regolamentare e volatilità sul titolo, che negli ultimi mesi era stato oggetto di approfondimenti da parte delle autorità di vigilanza.
Il riferimento più immediato è quanto accaduto a fine novembre 2025, quando la società – nel frattempo ridenominata OPS Italia – aveva comunicato di aver ricevuto richieste di chiarimenti da parte della Consob. L’intervento dell’autorità era scaturito dai rilievi della società di revisione RSM, che aveva dichiarato l’impossibilità di esprimere un giudizio sul bilancio consolidato e d’esercizio al 31 dicembre 2024.
Il revisore aveva evidenziato assenza di elementi probativi sufficienti su diverse poste di bilancio, criticità nella tenuta della contabilità e problematiche legate al presupposto della continuità aziendale. Tra i punti più sensibili figuravano:
OPS Italia aveva replicato punto per punto, sostenendo di aver fornito tutta la documentazione richiesta e di aver completato il recupero e la riconciliazione dei dati contabili, dopo le criticità emerse nel secondo semestre 2024 con il precedente fornitore del sistema gestionale. La società aveva inoltre rivendicato la disponibilità di liquidità consolidata e l’esistenza di impegni finanziari da parte di soggetti terzi a supporto della continuità aziendale.
Oltre ai rilievi sul bilancio e alle attenzioni dell’autorità di vigilanza, altra notizia recente (inizio febbraio) è stato il via libera del CdA a un aumento di capitale riservato che andrebbe a modificarre in modo significativo struttura finanziaria e assetto azionario.
L’operazione a favore di Carla Taddia per 1.400.000 euro e di Ciro Di Meglio per 245.000 euro, per un totale di 1.645.000 euro, non prevede l’ingresso di nuova liquidità, ma la conversione in equity di crediti vantati nei confronti della società nell’ambito dell’acquisizione di PayStore. In particolare:
A fronte della conversione saranno emesse complessivamente 9.676.470 nuove azioni a un prezzo unitario di 0,17 euro. Il prezzo incorpora un premio di circa il 21% rispetto alla chiusura del 3 febbraio, elemento che segnala la volontà di sostenere il capitale a condizioni non penalizzanti rispetto ai corsi di mercato.
Dal punto di vista finanziario, l’operazione comporta una sostanziale ricapitalizzazione e una drastica riduzione dell’indebitamento: il debito passa infatti da 2 milioni a 350 mila euro. Si tratta di un miglioramento significativo del profilo patrimoniale, che potrebbe incidere positivamente sugli indicatori di solvibilità e continuità aziendale.
L’aumento di capitale andrà a modificare in modo rilevante la composizione dell’azionariato. A esito dell’operazione:
Il superamento della soglia del 30% da parte di Taddia rappresenta un elemento delicato sotto il profilo regolamentare. Tuttavia, la stessa ha comunicato l’intenzione di ridurre la propria partecipazione sotto il 30% entro sei mesi, dichiarando inoltre di non voler esercitare il controllo sulla società né promuovere liste per la nomina del Consiglio di Amministrazione.
Queste dichiarazioni sono funzionali a rassicurare il mercato rispetto a eventuali obblighi di OPA e a chiarire che l’operazione ha natura finanziaria e non finalità di presa di controllo.
La formula di Borsa Italiana in attesa di comunicato lascia aperti diversi scenari. Le ipotesi più plausibili, alla luce delle ultime vicende, sono due.
Primo scenario: aggiornamenti su richieste Consob o rilievi del revisore. Potrebbe trattarsi di ulteriori sviluppi sul bilancio 2024 o sulla relazione semestrale 2025, specie se fossero emerse nuove criticità o se fossero stati richiesti approfondimenti supplementari.
Secondo scenario: operazioni sul capitale o ristrutturazioni finanziarie. In presenza di strumenti convertibili e di un piano industriale 2025-2028 che punta al pareggio operativo nel 2027, eventuali modifiche agli accordi con finanziatori o nuove emissioni potrebbero richiedere una sospensione temporanea per garantire parità informativa.
Volendo estremizzare non si può escludere un’operazione straordinaria, un cambio di controllo o un intervento su asset rilevanti.
Dal punto di vista dell’investitore, la sospensione rappresenta un segnale di rischio informativo. In questi casi, la priorità è attendere il contenuto del comunicato ufficiale per valutare l’eventuale impatto su:
Tutte ipotesi le nostre in attesa delle notizie ufficiale. Di certo c’è che la sospensione delle azioni OPS Italia da parte di Borsa Italiana si inserisce in un contesto già complesso, segnato da rilievi del revisore e attenzione della Consob. La sola cosa da fare è restare ora in attesa di chiarimenti ufficiali che possano definire con maggiore precisione la portata dell’evento e le implicazioni per gli azionisti.


