Un nuovo sondaggio globale suggerisce che le stablecoin si stanno muovendo con decisione verso il mainstream finanziario. Il Stablecoin Utility Report 2026, commissionato da Coinbase e BVNK e condotto da YouGov, ha intervistato 4.658 individui attivi nel settore crypto e ha riscontrato una forte preferenza per l'integrazione delle stablecoin direttamente nelle piattaforme bancarie tradizionali.
Piuttosto che enfatizzare la decentralizzazione ideologica, gli intervistati hanno dato priorità a convenienza, efficienza e fiducia, segnalando uno spostamento dalle prime narrative crypto verso un uso finanziario pratico.
Uno dei risultati più sorprendenti è che il 77% degli intervistati ha dichiarato che aprirebbe un portafoglio stablecoin o crypto direttamente all'interno della propria banca esistente o app fintech se ne avesse l'opzione.
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Anche l'interesse alla spesa è alto. Circa il 71% ha indicato che userebbe una carta di debito collegata a stablecoin per spendere i propri token nelle transazioni quotidiane.
Le stablecoin non sono più solo uno strumento di trading. Tra gli intervistati, il 39% riceve già parte del proprio reddito in stablecoin e, per quel gruppo, le stablecoin rappresentano circa il 35% dei loro guadagni annuali. Questo suggerisce una crescente dipendenza dai dollari digitali non solo per i pagamenti ma anche per la distribuzione degli stipendi.
Freelancer e contractor sono utenti particolarmente attivi. Circa il 73% ha affermato che le stablecoin hanno migliorato la loro capacità di lavorare con clienti internazionali riducendo attriti e ritardi nei pagamenti transfrontalieri.
I dati mostrano un netto contrasto tra mercati emergenti e mercati ad alto reddito.
Nelle economie a basso e medio reddito, i tassi di adozione sono significativamente più alti. In Africa, la proprietà raggiunge il 79% e il 95% degli intervistati nigeriani ha affermato di preferire i pagamenti in stablecoin rispetto alla naira locale, citando inflazione e infrastrutture bancarie inefficienti.
Nelle economie più ricche, la proprietà si attesta intorno al 45%, ma i saldi medi sono molto più grandi. Gli utenti nelle regioni ad alto reddito detengono in media circa $1.000, rispetto a soli $85 nei mercati emergenti.
Dal punto di vista demografico, la proprietà tende verso i più giovani e gli imprenditori. A livello globale, gli uomini hanno maggiori probabilità di detenere stablecoin (60%), anche se in Africa la proprietà è equamente divisa tra uomini e donne.
Le motivazioni principali sono pratiche piuttosto che ideologiche. Commissioni più basse (30%), sicurezza migliorata (28%) e accessibilità globale (27%) sono state citate come le ragioni principali per utilizzare le stablecoin.
Tuttavia, rimangono delle barriere. Circa il 30% degli intervistati ha identificato la natura irreversibile delle transazioni come una preoccupazione importante, mentre molti hanno indicato la complessità nell'esperienza dell'utente come un ostacolo a un'adozione più ampia.
C'è anche un notevole divario di spesa. Mentre il 42% afferma di voler utilizzare le stablecoin per acquisti più grandi, solo il 28% lo fa attualmente, riflettendo un'accettazione limitata da parte dei commercianti.
Nel complesso, i risultati suggeriscono che le stablecoin stanno passando da uno strumento crypto di nicchia a uno strumento finanziario mainstream, a condizione che le banche e le piattaforme fintech siano disposte a integrarle direttamente nei servizi finanziari quotidiani.
Il post 77% degli Utenti Crypto Vogliono le Stablecoin all'Interno delle Loro App Bancarie, Mostra il Sondaggio è apparso per primo su ETHNews.

